16 October 2010

The start of an era...the Dutch Master

E' ormai dal lontano 2005 che l'Arsenal non alza un trofeo ufficiale: in quel caso fu un penalty decisivo di Patrick Vieira nella lotteria dei rigori a regalare ai Gunners la FA Cup Final contro il Manchester Utd. Sono passati più di 5 anni da quella data, troppi: normale che la mente spesso vada al passato, nella ricerca di momenti di gloria che speriamo possano tornare. Così ritornano nella mente partite epiche, scudetti vinti sul filo del rasoio, squadre invincibili, gol fantastici, giocatori unici. Nonostante i video, gli articoli, le notizie che leggo sull'Arsenal che fu anni e anni orsono, ciò che mi riesce meglio raccontare è il periodo più recente, l'era Wenger, in quanto l'ho vissuta in prima persona, e le emozioni che mi ha dato sono state vive, effettive, non immaginate...

C'è un uomo al quale da giocatore non ho dato sufficiente credito, lo adoravo ma non così come lo sto facendo adesso quando ascolto la sua storia e capisco la portata della sua permanenza nel nord di Londra: Dennis Bergkamp.


Estate 1995. E' l'Arsenal post-George Graham, era gloriosa che ha portato titoli e trofei, ma dopo la sua roboante uscita di scena il Board decide di dare una svolta affidando l'incarico a Bruce Rioch e acquistando un giocatore di spiccate doti tecniche dopo anni in cui gli innesti erano di pura quantità. L'uomo che apre questa epoca è un olandese reduce dal fallimento totale con la maglia dell'Inter: Dennis Bergkamp.

La data del suo arrivo cambia l'intera prospettiva del club: la volontà è quella di regalare spettacolo ad un pubblico abituato al gioco fisico ed essenziale di Graham. Dopo un inizio difficile in cui Dennis fatica a trovare la via della rete, contro il Southampton Bergkamp si sblocca con una doppietta: il secondo gol in particolare è una perla, con un poderoso destro da fuori area che sbatte sul palo e si infila in rete. Da lì in poi diviene il giocatore decisivo nell'economia del gioco della squadra; la sua visione del campo in particolare farà le fortune di un "labrador" quale Ian Wright, bravo a porsi subito sulla stessa lunghezza d'onda del collega con la n°10.

La fortuna di Bergkamp e di tutto l'universo dei Gunners arriva l'estate successiva: in panchina si siede Arsene Wenger, tecnico francese profondo credente del calcio offensivo. Avere in squadra uno come Dennis è proprio la base di partenza giusta per il neo-manager, avere un tecnico con queste idee è l'ideale per esaltare la classe di Bergie: il calcio elevato all'ennesima potenza!!
Dopo la prima stagione di "conoscimento" reciproco nel quale Wenger comincia a modellare la sua squadra con acquisti mirati (Vieira, il giovane Anelka), l'anno successivo arriva il Double a coronamento di una lunga caccia al Manchester United partita a fine novembre quando l'Arsenal si trova a -13 dai Red Devils. Dopo 7 anni Highbury può gioire per il titolo, e l'uomo che più di tutti contribuisce a quel doppio successo fu proprio Dennis.

Di lì in poi l'Arsenal ha sempre lottato per vincere trofei, e Bergkamp è sempre stato al centro di questo progetto. Nonostante alcune delusioni cocenti (aver perso a Leeds una Premier League nella penultima gara della stagione 1998/1999, aver perso una finale di UEFA contro il Galatasaray ai rigori nel 2000, aver perso una FA Cup contro il Liverpool nel 2001) le stagioni successive portano gloria e riscrivono la storia: nel 2001/2002 arriva il secondo Double della gestione Wenger, seguito da due FA Cup (2002/2003 e 2004/2005) e un altro titolo, quello degli Invincibles (38 partite: 26 vittorie, 12 pareggi, 0 sconfitte), in cui la sapinenza di Bergkamp contribuisce alla creazione di una squadra favolosa.

La sua ultima stagione è quella del 2005/2006, in concomitanza con l'addio al suo giardino preferito, Highbury. La stagione non porta trofei e si chiude con le lacrime di Parigi dove assisterà dalla panchina alla sconfitta nella finale di Champions League; l'amore dei Gooners per lui è stato talmente forte da dedicare in suo onore la sfida in casa contro il WBA in cui tutto lo stadio si è vestito di arancione. Dennis in quella gara regala emozioni forti entrando dalla panchina e contribuendo al successo finale anche con un gol, l'ultimo con quei colori.

Ulteriore onore è quello di inaugurare Ashurton Grove con il suo testimonial, l'addio al calcio, il saluto dei tifosi verso un esempio, un modello, un giocatore fantastico. Thanks for all Dennis!!!!
Per capire la portata del personaggio basta citare due frasi:
"The best player that Arsenal Football Club ever signed" (Ian Wright);
"He was and he is and he will be for me the best player I've played with. Full stop." (Thierry Henry).

Tanti i gol che hanno lasciato il segno nel cuore dei tifosi: il pezzo di bravura in un North London Derby, la magia a Filbert Street contro il Leicester, il sublime saggio di eleganza al St. James' Park e tanti altri ancora, difficile mezionarne in quantità limitata. Quel che però lascia più impresso il suo contributo è la quantità di assist che ha regalato; infatti dopo le prime stagioni in cui ha mostrato tutta la sua abilità nel segnare, con il passare degli anni ha trovato la sua dimensione come rifinitore, come quarterback per usare un gergo da NFL. I giocatori che hanno potuto godere dei suoi servigi ringraziano: Ian Wright, Nicholas Anelka, Thierry Henry per citare i 3 bomber che hanno solcato la sua epoca. Tanti altri compagni hanno beneficiato della capacità di Dennis di mandarti in porta da qualunque posizione: come non ricordare la stagione 2001/2002 in cui Ljungberg e Bergkamp sembrano telepatici, lo svedese è devastante con i suoi tagli verso il centro, l'olandese è sublime nel trovarlo con precisione chirurgica.

La tastiera che sto calcando da molti minuti ormai si è inondata di lacrime. Giocatori di questo calibro magari non torneranno più, e proprio quando passi molti anni in cui rimani a bocca asciutta si acuisce maggiormente la differenza tra l'epoca della gloria e l'epoca delle delusioni.
Comunque, per descrivere il mio stato d'animo (e penso quello di tutti i Gooners), difficile trovare una frase più azzeccata di quella che alcuni anni fa ho letto su un wallpapers di SkySports: "HEROES COME AND GO. OUR PASSION IS FOREVER".

6 March 2010

One invincible - Robert Pires

Nella gara odierna contro il Burnley risultato personale prestigioso per Cesc Fabregas: con quello insaccato alle spalle del portiere avversario sono 14 i gol in stagione, eguagliato il record di gol segnato da un centrocampista in una stagione. Ebbene, questo primato apparteneva a un grande della storia recente dell'Arsenal, un uomo eccezionale e una pedina chiave degli ultimi successi che questo club ha assaporato: Robert Pires.


L'estate del 2000 aveva visto le cessioni al Barcellona di Marc Overmars ed Emmanuel Petit per soldi (tanti) e un giovinotto della Cantera, uno sconosciuto spagnolo di nome Cesc Fabregas (che questo legame sia di buon auscpicio!!)...in particolare l'ala olandese è stata una delle chiavi del double segnando anche nella FA Cup Final contro il Newcastle. Per sopperire alla sua cessione Wenger decise di spendere 6£ per prelevare dal Marsiglia Robert Pires, giocatore da sempre tifoso dell'Arsenal e per questo subito amato dal popolo di Highbury. Il francese ha inizialmente fatto fatica ad abituarsi alla fisicità della Premier chiudendo la prima annata, comunque incoraggiante, con 8 gol totali. Capito come esprimere al meglio le sue potenzialità, Robert ha cominciato a mostrate un talento unico sulla fascia e in particolare gli inserimenti sotto porta sono stati i suoi punti di forza. Contribuisce al double del 2001-2002 nonostante un infortunio al ginocchio gli farà saltare il finale di stagione. Avrà modo di rifarsi nella campagna successiva dove gioca ed è l'unico marcatore della finale di FA Cup vinta a spese del Southampton, trofeo che mitiga la grossa delusione di aver gettato una Premier League completamente nelle mani della squadra londinese. Quella rabbia, quell'ardore sarà totalmente gettato in campo nella stagione 2003-2004, l'anno degli Invincibles, l'anno in cui i tanti gol di Robert hanno permesso di uscire mai battuti da tutti i campi della Premier. E' stato quello sicuramente l'anno più bello, la stagione in cui ha dimostrato di essere la più forte ala del momento, il vero grimaldello dei Gunners: realizzare 19 gol totali per un centrocampista di fascia è un qualcosa di fantastico. Chiuderà il suo palmares con i londinesi con un altra FA Cup nel 2005 (peraltro l'ultimo trofeo messo in bacheca dall'Arsenal) e lascierà il nord di Londra partecipando (e segnando) nell'addio ad Highbury e giocando pochi minuti della triste Champions League Final nella sua Francia.

Dal 2006 è in forza al Villareal, ma Pires non è mai stato dimenticato dai suoi ex tifosi che gli hanno tributato giustamente una calorosissima accoglienza quando è tornato a Londra per affrontare da avversario il suo passato. Thanks for all Bobby!!!!


3 July 2009

Champagne,Charles Nicholas

Il ragazzo di Glasgow,città dalle mille contraddizioni,che in quegli anni viveva nel grigiore del periodo di transizione post depressione economica,fu incaricato di riaccendere la luce ad Highbury,anni ottanta..
Astro nascente tra le fila del Celtic di Glasgow,Charles aveva impressionato un pò tutti per le sue doti.
L'Arsenal riuscì a portarlo via da Parkhead con l'esplicito rifiuto di Charles a possibili trasferimenti ad Anfield o Old Trafford..
Non furono cifre di poco conto,ma i gunners avevano bisogno di un colpo ad effetto per far dimenticare ai fedelissimi l'addio di Liam Brady e di un decennio che si pronosticava avaro di successi..
I gooners lo elessero sin da subito beniamino,vuoi per lo smacco che Charles aveva fatto a Liverpool e Man.Utd,vuoi perchè la sue capacità tecniche con la palla al piede portavano il tifoso sull'orlo della venerazione.
La favola fu alimentata dalla doppietta di Charles contro i Wolves nella sua seconda apparizione.
Da quel giorno,però,Charles,meglio conosciuto come Charlie,dovette aspettare addirittura il boxing day per centrare di nuovo il bersaglio grosso con la casacca dalle maniche bianche.
Nel frattempo,qualcuno aveva storto il naso,ma una conseguente superba prestazione contro i rivali del Tottenham e i suoi virtuosismi palla al piede animarono i Sabato pomeriggi del Nord di Londra!Ma allora,perchè Charlie ebbe l'onore di farsi conoscere a tutti come''Champagne Charlie''??
Delle sue giocate spumeggianti abbiamo già detto,ma,al tempo stesso,i suoi numeri avrebbero rischiato di rimanere fini a se stessi in una striscia di otto anni consecutivi che videro l'Arsenal sempre a mani vuote e con poche briciole da raccogliere!
Giusto nel 1987,poco prima del suo ritorno al club d'origine,Charles interruppe la striscia negativa dei Gunners,segnando la doppietta che valse la vittoria della Coppa di Lega a discapito di un Liverpool portato in vantaggio da Ian Rush.I gooners accorsero a Wembley in massa,ne uscirono vittoriosi e raggianti per una coppa di lega che negli ultimi tempi tendiamo a snobbare ma che ai nostri avi permise di risollevarsi dall'anonimato e brindare al nome di Champagne Charlie,Nicholas..

27 June 2009

Lo chiamavano Mac,SuperMac

Malcom McDonald Nacque a Fulham,non distante dunque dal Nord di Londra,ma la sua affermazione calcistica ebbe luogo ai confini con le Highlands,a Newcastle.In quei cinque anni di militanza tra le file delle gazze fu costantemente il''topscorer''del club:altezza,fisico e ovviamente colpo di testa e potenza nell'esecuzione.
Al suo passaggio ad Highbury le caratteristiche di bomber di razza dal fisico prorompente,gli valsero il nomignolo di SuperMac,non ci misero molti i supporters a farne un beniamino assieme al suo compagno di repartoFrank Stapleton!
Mac fu così spietato da mettere a segno ben ventinove reti nella sua prima annata con i Gunners(1976),incluso il classico goal di testa,pezzo forte,proprio contro le gazze di Newcastle,suo ex club.Mac continuò il suo rollino di marcia anche nell'anno seguente fino a quando il trend non fu bruscamente interrotto da un infortunio che gli avrebbe condizionato tutta la carriera avvenire..
La stessa prova deludente,che Mac fornì nella nefasta finale di FA Cup contro l'Ipswich nel 1978(persa col minimo scarto),fu causata da quelle condizioni precarie che l'avrebbero portato ad appendere le scarpe al chiodo a soli ventinove anni...L'Ipswich di Paul Mariner sovvertì il pronostico,l'Arsenal uscì a mani vuote da Wembley ed allo stesso tempo perse per sempre i chili di SuperMac là davanti..

26 June 2009

Re,Ray Kennedy

Prima di svestire le maniche bianche e trasferirsi sul Mersey sponda Liverpool,vestì con ardore la casacca dell'Arsenal per sei anni.

Ray è in particolar modo ricordato per la rete decisiva all'ultima giornata al White Hart Lane che valse il titolo del 1971 ed il successivo double firmato Bertie Mee..
In un White Hart lane stracolmo,l'Arsenal,per aggiudicarsi la leadership,avrebbe dovuto vincere o almeno impattare senza subire reti,altrimenti il Leeds si sarebbe laureato campione.
Nel finale,dopo gli estremi salvataggi di Pat Jennings,che solo qualche anno dopo sarebbe divenuto nostro glorioso estremo difensore,Ray Kennedy sfruttò al meglio il cross dell'onnipresente Armstrong siglando la rete decisiva.
Il Tottenham aveva tutto l'interesse a fare un regalo ai bianchi di Leeds,una sola rete sarebbe stata sufficiente per lo smacco ai cugini..
Si ricordano come i minuti più interminabili che i gooners dovettero attendere prima di poter alzare in cielo il loro grido di vittoria,tutti appesi ai guantoni di Sir Bob Wilson.
Finì,finì con l'urlo di gioia della parte dello stadio in Red and White assiepata sulle Stand del White Hart Lane con quelle coperture a spiovente del maestro Leicht a fare da cornice..

© ToscanArsenal_sito ideato e creato da Francio McLintock.

..........................On-line dal 26 Dicembre 2007 ®.

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