29 April 2009

A Roma per Wawrinka

In questo giorno così importante per la stagione in white sleeves voglio o, meglio, provo a stemperare la tensione ed addolcire l'attesa per stasera postando questo report della mia toccata e fuga nella città che solo poco più di un mese fa già ci regalò delle fantastiche emozioni (is true, Luca?). Insieme a tre fidi amici (Tone, Ale, Fabione) infatti abbiamo deciso di osservare più da vicino uno sport definito "nobile" e che da tempo ormai ci affascinava attraverso il filtro televisivo di Sky Sport.

Partiamo, armati di due TomTom e di un TonTon alla guida, di prima mattina da Montecatini e appena in autostrada ne approfittiamo per rifocillarsi e sbeffeggiare Ale causa cioccolata "Cuore nero", dopo di che proseguiamo fino alla seconda sosta nei pressi di Arezzo dove è la volta di Tone che sembra diretto più verso una trincea normanna che verso il Foro Italico

Consapevole che dopo tutto ciò mi prenderete difficilmente ancora sul serio proseguo il racconto ... e prosegue anche il nostro viaggio attaverso le dolci e medioevali colline umbre che immagino tanto care al ns amico Fabio "sir Higbury", fino ad arrivare a Orte e successivamente al GRA (Grande Raccordo Anulare), non prima però di aver attraversato 4 volte il Tevere lungo l'A1 (non sto scherzando, l'autostrada interseca il fiume 4 volte...). Capiamo di essere realmente in Roma quando costeggiamo Saxa Rubra e tutto il grande complesso RAI.

Scopriremo presto che gli impianti non sono difficili da raggiungere e non molto distanti da lì e, dopo aver superato la caserma Salvo d' Acquisto, il maestoso Ponte Flaminio voluto dal regime come arteria di ingresso principale nell'urbe e proprio per questo maestoso (anche se si dice che il duce in persona volle alleggerire un po' il progetto iniziale che lo prevedeva ancora più pesante) ed il reclamizzato Ponte Milvio e arriviamo al ponte Duca d'Aosta che si affaccia direttamente sul complesso sportivo.

Il suddetto ponte rimane sulla destra, proprio di fronte alla colonna di marmo bianco di Carrara riportante la scritta "Mussolini", così come i pavimenti a mosaico davanti allo stadio Olimpico: scelta secondo me opinabile, e molto, quella di mantenere ancora così tanto visibili tutti questi segni del fascismo.

Detto questo ritiriamo i biglietti per il pomeriggio e ci dirigiamo verso il vero motivo per cui Tone ci ha degnato della sua compagnia; infatti cerchiamo un modo per entrare nello stadio che abitualmente ospita le partite della nazionale italiana di rugby durante il "6 nazioni", il torneo a livello di nazionali che ogni inverno si disputa fra Francia, Inghilterra, Scozia, Galles,Irlanda e appunto Italia; dopo aver adocchiato degli operai al lavoro avevamo sperato di aver trovato l'aggancio giusto per entrare ed anche dopo le parole "non possiamo far entrare nessuno" e "lo stadio è chiuso" non demordiamo e finalmente riusciamo a trovare un cancello aperto e questo è lo spettacolo che si presenta ai nostri occhi.








Dopo facciamo 2 foto di rito e Tone si prende le sacrosante offese per averci fatto fare sì tanta strada (tanto che abbiamo dovuto sacrificare la visita allo stadio Olimpico ed alla Farnesina)


e nel mentre di tutto questo ho notato che dallo stadio si può ammirare in parte il "Palazzo della musica" ("della musica? Ah, pensavo fosse del Supremo" disse Ale... v. Dragonball...altre offese, nda).

A questo punto decidiamo di tornare verso il Foro e "svaligiamo" una pizzeria a taglio lungo la via (Pizzeria Pippo) dove ci aspetta una ragazza GENTILISSIMA e una pizza veramente buona e dove ci saremmo fermati più tempo se, appunto, di tempo ne avessimo avuto di più; tempo di digerire e attraversare nuovamente il "Duca d'Aosta" e risiamo al Foro dove l'inizio dei primi match è imminente. A sto punto decidiamo di dividerci e mentre i miei 3 amici si dirigono verso lo Stadio Pietrangeli per vedere il romanissimo Cipolla contro il talentuoso Cilic (fnirà 2-6 2-6) io mi fermo prima a dare un'occhiata al rumeno Hanescu e poi mi appropio di un bel seggiolino in 5 fila del campo1 per LUI, my idol Stanislas Wawrinka, un tennista svizzero classe 1985 cresciuto all'ombra di sua maestà R.F. con un fisico normale (1,77 contro gli spilungoni di 1,90/2,00 metri che popolani i court oggi giorno) anche piuttosto lento, ma con un angolo di tiro e una solidità da fondo campo commoventi.

Quest'oggi ha di fronte il modesto russo Kunitsyn, che (giustamente) liquida 6-3 6-4 in un match dai ritmi tutt'altro che alti, ma in una partita che mi entusiasma ugualmente per merito del comportamento di Stan, che non cerca mai un colpo a sbeffeggiare l'avversario, che mostra precisione ed educazione quelle due o tre volte che vuole controllare se la pallina era veramente "out", che avrà detto 5 parole in tutto il match (ma non ci scommetterei) e che ha fine partita ha ringraziato a lungo il non foltissimo gruppo di spettatori che ha scelto di vedere il suo incontro a scapito di altri; eh sì, signori... SWITZERLAND ROCKS!!!
Dopo di che il gruppo si è ricongiunto per un' occhiata ad un Murray impegnato (si fa per dire...) in un match di doppio contro due francesi, fra cui un rientrante Tsonga ed una occhiata al "carneade americano" James Blake e siamo andati tutti speranzosi di nuovo verso lo stadio Pietrangeli dove l'altro italiano impegnato in giornata, Potito Starace, era impegnato contro lo spagnolo Montanes; alla fine ci rimarrà un grande amaro in bocca per i limiti tecnici, ma soprattutto mentali che ha dimostrato e che in un match giocato comunque in condizioni irregolari (vero è che lo erano per entrambi...) lo hanno portato ad una sconfitta in due set, di cui il primo perso al tie break dopo un vantaggio in esso di 5-2 e dove nel secondo è stato dominato dal gioco dell'iberico.
La pioggia (ci) impedisce nuove partite e sotto un'acquazzone da commedia felliniana decidiamo di visitare l'adiacente Stadio dei Marmi e lo stadio Olimpico, precedentemene cancellato dal programma; anche qui la scortesia di un giornalista di una TV locale ci impedisce l'ingresso all'impianto (avrà visto la spilletta Gunners sulla mia Eastpack???) e stavolta, scoraggiati dalla pioggia oramai abbondante ci dirigiamo verso la macchina e verso casa.

3 comments:

Il Massimo said...

Coraggio, nulla è perduto. Anche se credo che il Manchester abbia raccolto poco.

Francio McLintock#5 said...

Ammaza che grosso pezzo,grande Andriy:tra la nobiltà del tennis,la storia romana e le imprese di fabione e Tone;)
Sono questi i gran tocchi di off-topic che aspettavamo dal nostro Smith!

P.S:ieri mattina il mio pc ha smesso di vivere,spero torni presto anche se i danni dovrebbero essere ingenti visto il gran puzzo di bruciato.
Al momento sono con il laptopo di mia sorella in gentile concessione ma giusto per sbrigare le mie formalità che subito dopo lo richiede indietro per motivi più validi(lavoro!)
Ci sentiamo presto e poi fammi sapere se martedi vieni al meeting!
X Marco:demando a te l'onore di postare un commento sull'Arsenal di ieri,magari lo possiamo fare anche martedi prossimo facendo cosi un quadro completo tra andata e ritornO!

Francio McLintock#5 said...

Dimenticavo:poi quando trono full time creiamo una tua rubrica,cosi come ho messo da poco quella sul forest!
Complimenti per le conoscenze tennistiche,disciplina nella quale avrei tanto da imparare,sto talentino svizzero non lo conoscevo proprio,però ho quel mio amico asso del piung-pong che è una autentica enciclopedia!
Saluta gaudenzi e digli che alla prossima andiamo a wimbledon!

© ToscanArsenal_sito ideato e creato da Francio McLintock.

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